Nasomatto, ossessioni olfattive

Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

Patrick Süskind

Tramutare un ricordo in fragranza, racchiudere in una boccetta un attimo di eterno, evocare con poche gocce scenari esotici di un viaggio in Oriente. I Nasi fanno questo. Si tratta di personaggi che, per propensione naturale o perché eredi di grandi famiglie di profumieri, traducono in essenza olfattiva l’ispirazione o l’idea del brand che rappresentano. Qualche volta si tratta di personalità eclettiche e controverse, come nel caso di Alessandro Gualtieri.

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Dopo aver creato fragranze per Versace, Fendi e altri grandi marchi, decide nel 2007, di dare vita ad una linea tutta sua, Nasomatto, attraverso la quale, come lui stesso dichiara, tenta di dare risposta alle sue ossessioni olfattive. La linea si compone di odori trasgressivi e provocatori altamente evocativi di ciò che rappresentano come Narcotic Venus emblema della sensualità femminile, Absinth profumo d’isteria o Silver Musk l’odore della fantasia. Tra tutti, però, il più apprezzato e al contempo discusso è Black Afgano, fragranza nebbiosa e oscura che rappresenta la trasposizione olfattiva dell’Hashish, contenuta in una boccetta simile ad un dispositivo per fumare oppio. Ne deriva un profumo d’incenso e fumo forte, avvolgente ma non opprimente, un profumo ipnotico come pochi destinato a pochi.

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I profumi Nasomatto, dunque, non sono semplici fragranze ma sono veri e propri mondi, sono frutto di viaggi, emozioni, ossessioni di un genio dell’arte del profumo. Gualtieri è infatti un artista e i suoi profumi un capolavoro sensoriale. Ne bastano poche gocce per rivivere un ricordo al quale pensavamo di sfuggire, un immagine che ci ritorna a tormentare, un brivido al quale ci accorgiamo di non voler più rinunciare.

©Gentile concessione di: marieclaire.it, nathanbranch.com, beautyuneartly.blogspot.com

 

Maria Mirella Bifulco

 

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