Nelle spire del serpente

Seguire l’indicazione di una ignota figura di spalle con la testa di serpenti? succede anche questo nel centro di Roma, nella meravigliosa ambientazione di Palazzo Braschi dove fino al 10 Aprile si tiene la Mostra Serpentiform, curata da Lucia Boscaini, responsabile heritage del marchio di alta gioielleria Bulgari.

Il mantello, di velluto nero dipinto che veste la donna all’entrata, è il costume originale indossato per la rappresentazione del Nabucco, ispirato alla Medusa, ed è decorato con un simbolo ancestrale, dai significati molteplici a volte contraddittori, il serpente.

A questo animale è dedicata come un tributo la mostra che, in modo non cronologico, traccia un percorso esperienziale ed emozionale, arricchito da suggestioni dai vari mondi creativi, reso unico da suoni e dall’inconfondibile e delicato odore del thè verde, prima delle fragranze del marchio

In particolare già dalle prime stanze ci si immerge in un’atmosfera non terrificante ma anzi vivace che fa’ attribuire al serpente nuovi significati ed associazioni; gli si dà una nuova identità positiva, giocosa, inaspettata se vogliamo, calcando quei valori di audacia, sensualità e colore che da sempre contraddistinguono Bulgari, ed in particolar modo i suoi serpenti.

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Particolarmente curiosi, a mio parere, l’enorme pupazzo patchwork serpentiforme e le maioliche con le spire avvolte da pizzi lavorati all’uncinetto dell’artista Joana Vasconselos e poi ancora odi al serpente di Keith Haring, i quadri infantili di Mirò e ancora le illustrazioni di Klee e Calder.

Si inseriscono all’interno della mostra anche abiti audaci, “calamitici”, scivolati sui fianchi, decorati da serpenti di perline e corredati da turbanti e sciarpine che stringevano il collo delle donne neo indipendenti degli anni ’20, ’30, con lunghe squame decorate.

Il viaggio attraverso le stanze del palazzo romano si snoda passando per il cinema, qui attraverso costumi, gioielli, foto si fà un tributo alla regina Cleopatra ed in particolare alla famosa e coraggiosa attrice Elisabeth Taylor che la interpretò.

A completate il percorso, copertine delle migliori testate editoriali del settore, quadri ed illustrazioni classiche, stampe originali di grandi fotografi quale Helmut Newton e Robert Mapplethorp e l’opera specchio, di Mat Collishaw in vetro nero di murano, che si completa avvolgendo la persona che la osserva in un alone magico, dal quale si vede spuntare e muovere il corpo sinuoso del serpente.

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Le preziose creazioni gioielliere di Bulgari, sono così nel contesto valorizzate, ed in quest’insieme di ispirazioni e suggestioni fanno battere il cuore ancor più del normale.

Per l’occasione sono state tirate fuori dall’archivio storico parti importanti del patrimonio dell’heritage della maison comprese le prime creazioni, spiralizzate sul braccio grazie al flessibile tubogas. Sono presentati in questa sede anche due delle nuovissime creazioni tra cui un collier serpente che vede la commistione di materiali inusuali per l’alta gioielleria: legno, oro rosa e diamanti.

Sono stata piacevolmente sorpresa ed affascinata da come in questa esposizione, avvolgendosi l’una all’altra, arte e moda si compenetrino e da come quest’esperienza abbia avuto su di me un effetto di richiamo così ipnotico ed irrinunciabile da farmi venire voglia di abbandonarmi tra le spire del serpente.

Elena Scalia

 

Foto:

© www.crisalidepress.it/moda/bulgari-roma-mostra-serpentiform/

© www.v-for-visala.com/bvlgairs-serpenti-collection/

© http://www.artspecialday.com/9art/2016/03/18/serpentiform-palazzo-braschi-ospita-i-serpenti-di-bulgari-e-non-solo/

© www.unfoldingroma.com/eventi-in-citta/2811/serpentiform/



 

 

 

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