Direttori o creativi? La ricetta per salvare Brioni

Sartorialità, raffinatezza ed altissima qualità. Questi sono gli elementi che fin dal 1945 hanno caratterizzato uno dei marchi di abbigliamento maschile per eccellenza: Brioni. Le scelte strategiche, creative in particolare, del gruppo Kering di cui Brioni fa parte dal 2012, hanno però messo il marchio in forte crisi, mettendo a rischio circa 400 dipendenti su un totale di 1.200.

Eppure sembrava che nel 2012 dopo la nomina a direttore creativo di Brendan Mullane, giovane e con un curriculum di alto livello, il marchio avesse trovato una nuova strada proiettata soprattutto verso un pubblico più giovane, ma a quanto pare questa scelta non è risultata vincente. A Mullane infatti era stato affidato il compito di dare quella marcia in più a un marchio storico, anche attraverso brand extension nello sportswear, nell’outerwear e negli accessori. Questa operazione però non ha prodotto i risultati sperati, i prezzi rimasti comunque elevati non sono riusciti ad attrare un pubblico più giovane mentre, lo stile più cool e modaiolo, ha disorientato parte degli estimatori del marchio.

brendan

A quanto pare, la strategia perfetta per ridare linfa ad un marchio storico non esiste, il mercato infatti è sempre di più difficile da affrontare e soprattutto digitalizzato. Ciò su cui Brioni dovrà sicuramente lavorare è la rilettura in chiave moderna dei suoi valori e quindi applicarli nelle sue nuove collezioni. Non da meno il potenziamento nel digitale. Sembra dunque coerente la scelta di nominare Justin O’Shea direttore creativo del marchio. Quest’ultimo, a differenza di Mullane, non arriva dall’ufficio creativo di un brand di moda bensì da un retailer online, Mytheresa.com e potrebbe dare all’azienda quello slancio business e digital oriented di cui Brioni ha bisogno. Secondo Gianluca Flore, AD del marchio, bisognerà sempre più unire dinamismo e innovazione con l’heritage aziendale:

o shea

«Sono certo che la nuova direzione artistica di Justin O’Shea sarà strumentale per rafforzare i nostri valori chiave e per continuare a guidare con dinamismo e innovazione l’eredità del marchio. Justin ha dimostrato un’accurata comprensione del dna dell’azienda e delle sue radici storiche nonché un approccio costruttivo su come esaltare questi valori per il marchio oggi».

Insomma, la moda oggi ha sempre più bisogno di nuove idee, di vendere abiti che facciano sognare ma che allo stesso tempo portino dei profitti e solo un direttore creativo è capace a far ciò. Dunque, in tutti i marchi rimasti orfani di tale figura urge necessariamente un sostituto che sappia bene come coniugare innovazione e tradizione, del resto non si può vivere sul passato delle vecchie glorie.

Alessandro Schettino

Photo credit

©brioni.com

©francescobertola.com

©bloggherwomenskaleidoscope.blogspot.com

 

 

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