L’e-commerce come strumento per l’internazionalizzazione

In un Paese come l’Italia dove le PMI costituiscono una realtà numericamente molto significativa: su 4.338.766 imprese, 4.335.448 (il 99,9%) sono, infatti, piccole e medie imprese, i bisogni che oggi manifestano sono molto simili:

RINNOVARE LA propria PRESENZA e IMMAGINE on line con un nuovo sito web, PER “SVECCHIARE la clientela ed espandere il mercato estero sembra diventare una vera e propria esigenza.                                                                                                                                        Uno degli strumenti che traduce al meglio questo bisogno è l’e-commerce, che rappresenta senza dubbio uno dei CANALI che, più rapidamente, permettono di approcciare i mercati esteri in termini di TIME TO MARKET, non di risultati.

In Italia, solo il 22% delle piccole ed il 42% delle medie imprese presenta in organico una figura preposta alla GESTIONE dell’ICT; solo il 21% delle PMI utilizzano i SERVIZI CLOUD COMPUTING a fronte di un 25% che dichiara di non conoscere il servizio.                                 In Italia, solo tre PMI su dieci si avvalgono del commercio elettronico come canale addizionale di vendita o di acquisto; dato un po’ scoraggiante soprattutto se si considera la l’aumento della PROPENSIONE DEI CONSUMATORI NAZIONALI ED ESTERI ad effettuare acquisti in Rete.

dati

L’e-commerce non viene considerato come prioritario per il business dell’azienda  perché giudicato troppo complesso da gestire internamente; oggi esistono parecchie soluzioni dedicate alle diverse realtà aziendali che permettono di ESTERNALIZZARE ALCUNE TRA LE AREE più critiche dei processi dell’e.commerce, come la gestione della LOGISTICA, magazzino dedicato, CUSTOMER CARE ed altri aspetti, a fronte di un investimento ampiamente affrontabile.   Tale investimento però deve essere affrontato con un minimo di competenza e preparazione, altrimenti potrebbe riversarsi in implicazioni negative sull’immagine del brand presso i mercati target.

Per questo motivo, prima di procedere sarebbe bene valutare ad esempio, quali potrebbero essere i Keep Performance Indicator, oppure cosa mettere in assortimento nel catalogo o se i clienti dei negozi fisici sono gli stessi che si ritrovano online? Ma soprattutto, che brand awareness ho su internet?
L’impressione è che sia proprio questo il momento di INVESTIRE SULL’ECOMMERCE per giungere ad un ampio quadro strategico di internazionalizzazione, aiutando così l’azienda a strutturarsi prima e a correre con le proprie gambe poi.

 

 

 

 

fonti:

http://www.doxa.it/wp-content/uploads/Rapporto_PMI_2013_Google_Doxa_Digital.pdf

http://www.doxa.it/news/internet-export-il-ruolo-del-digital-nellinternazionalizzane-delle-pmi-italiane/

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