L’Italia: una perla riscoperta!

Cos’è l’Italia? vi do io la risposta: una perla!

I big della moda la riscoprono e sfilano a braccetto con le bellezze del nostro paese.

Un anno importante il 2016 per la moda e per il lusso; dall’anno oscuro che sembrava essere, esso si è rivelato un anno pieno di sorprese inaspettate e di magiche rivelazioni.

Un anno fatto da ricorrenze importanti come i 90 anni di Fendi e i 30 anni, della più giovane, ma altrettanto nota maison Dolce e Gabbana festeggiati in pompa magna.

A distanza di qualche giorno riviviamo la magia di due grandi celebrazioni.

La casa di moda dal DNA romano ha festeggiato nel cuore di Roma con una magica “fairy tail”(fiaba delle fate) facendo rivivere gli stilemi storici e i nuovi simboli del marchio, tra i quali la nuova sede, che dal 2015 nel palazzo della Civiltà italiana. Il palazzo, noto ai molti come il “colosseo quadrato“, è un’opera architettonica maestosa e senza tempo che ha tanti significati in se, tanta storia ma altrettanta modernità, ed è stato reso in forma stilizzata protagonista delle stampe liberty all’interno della collezione. Si è fatto inoltre teatro di una grande esposizione che celebra la manifattura e l’artigianalità, che da sempre contraddistingue Fendi.

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Per presentare la collezione per i 90 anni, la casa di moda, che come ben noto, ha ridato di recente splendore ad uno dei monumenti più noti del nostro paese, la fontana di Trevi,  solo pochi giorni fa l’ha resa protagonista della sfilata, permettendo alle modelle di sfilare “a braccetto” con questo cuore pulsante di Roma. Grazie a passerelle sull’acqua i fortunati ad esser li, hanno rivissuto un’istante indimenticabile della dolce vita, nel quale le creature, simili a fate, hanno “camminato” sopra le acque dentro la fontana; questo ha nuovamente caricato questa splendida fontana di un velo magico ma nuovo, che andrà ad aggiungersi tra i capitoli della sua storia millenaria e tra i capitoli della cultura legata alla città eterna. Si è poi trovato spazio e tempo per festeggiare in uno dei luoghi panoramici più magici della città, il Pincio, con le luci che rischiaravano la notte.

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In ugual modo una città dalle mille tradizioni scaramantiche, dalla secolare tradizione culinaria, dai mille vicoletti e con uno dei mari più apprezzati del mondo, Napoli, è stata come una perla ripescata dagli abbissi ripulita e fatta brillare sotto i riflettori dei mass media internazionali per i 30 anni di Dolce e Gabbana.

La tradizione artigiana, spesso vista come “specchio per le allodole” per turisti è stata riscoperta dai due stilisti che in queste giornate di festa, appena concluse, hanno girovagato in cerca di ispirazioni per la città.

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Gli abiti,ricchi e magnifici, pieni di simboli che strizzano l’occhio agli stereotipi del sud italia, ma che sanno valorizzarne in stampe, accessori e materiali, le bellezze, hanno sfilato tra le botteghe nelle strade con lo sfondo illuminato di San Gregorio Armeno e a Castel dell’Ovo, rischiarato da magnifici e coloratissimi fuochi d’artificio

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Con loro altri più piccoli accenni di altri “grandi” per valorizzare il territorio: Tod’s che finanzia la ristrutturazione del colosseo, Pucci che celebra le città del mondo nelle sue stampe e che ha vestito, durante il suo restauro il battistero di Firenze con i suoi colori, giovani talenti italiani che entrano in marchi importanti portando rivoluzioni intense (la novità è di certo Maria Grazia Chiuri, primo direttore creativo italiano da Dior e Alessandro Michele, che ci ha già dato prova dell’enorme estro da Gucci, nelle scorse stagioni)…

 

 

In uno dei caldi mesi estivi qui, tra città italiane, dove sia noi italiani che gli stranieri ci godiamo il mare, facciamo una passeggiata tra i negozi e beviamo un bicchiere di vino in terrazza, quasi alle porte della prossima fashion week di Settembre, mi auguro che il dar valore al made in Italy vada oltre il semplice trend e diventi un bisogno.

Dare rilevo alla nostra cultura e alle bellezze che sono solo in Italia, la loro storicità, i grandi nomi dietro certe architetture, le strade tipiche, perfino il modo di fare e lo stile di vita, potrà dare ai marchi, a mio parere, constatati i risultati delle ultime operazioni,  la vera linfa vitale e l’ispirazione che per molti anni hanno cercato all’estero.

Si parla tanto di internazionalizzazione, ma con le crisi mondiali, fattori esogeni che non si controllano, perfino con la brexit,è fondamentale capire che i marchi hanno già l’antidoto, ed è li davanti a loro nel portagioie della nonna, creato da mani esperte di un’artigiano, usando materiali di pregio, i nostri legni, la madeperla delle conchiglie che vestono il nostro maredecorato dai vetri e gli specchi ottenuti dalle nostre sabbieLa pozione è li dentro in una boccetta lavorata e soffiata a bocca dai vetrai muranei, chiusa dentro questo piccolo ma immenso e splendido scrigno che è l’Italia.

 

 

 

 

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