Anche Luxottica saluta l’Italia.

Negli ultimi anni il Bel Paese è stato vittima delle razzie dei grandi conquistatori stranieri. Nulla a che vedere con le colonizzazioni europee del XVI secolo, caratterizzate da violenze e barbarie. Tuttavia in questo caso si può parlare di un fenomeno simile, soprattutto perché dettato da motivazioni economiche. Sono sempre più numerosi i brand italiani che ogni anno vengono acquisiti da aziende o fondi stranieri: dal settore alimentare a quello automobilistico, dalle società di servizi a quelle di consumo, molte delle aziende che hanno reso grande il Made in Italy vanno oggi ad arricchire il PIL di Paesi stranieri.

Tutto ciò non sorprende se si pensa ai grandi capitali che possono investire i gruppi esteri e alle parecchie difficoltà che le aziende italiane sono state costrette ad affrontare dall’inizio della crisi del 2008.  In particolare nel settore del lusso, i maggiori acquirenti di brand italiani sono stati i due colossi francesi LVMH e Kering. Il primo vanta tra le sue fila maison del calibro di Emilio Pucci, Fendi e Loro Piana; il secondo invece Gucci, Bottega Veneta e Brioni.

L’ultima grande operazione nel settore è stata la fusione tra il gruppo italiano Luxottica, “leader nel design, produzione e distribuzione di occhiali da sole e da vista di elevata qualità tecnica e stilistica, di lusso e sportivi”, e la multinazionale francese Essilor, che produce e commercializza lenti oftalmiche e apparecchiature ottiche.

Senza entrare nei dettagli dell’operazione che sono stati già abbondantemente trattati (l’accordo risale infatti al 16 gennaio 2017), è interessante rilevare che, sebbene si tratti di una fusione strategica e non di una acquisizione analoga a quelle menzionate poco prima, anche in questo caso l’Italia sta perdendo un suo grande pezzo di storia. Vediamo perché.

Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, assume il ruolo di presidente esecutivo della nuova holding che controllerà le due società operative, diventando così l’imprenditore italiano al vertice di uno dei gruppi industriali più grandi del mondo.

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Il problema però, ed è questo il motivo per cui è l’Italia la grande sconfitta di questa operazione, è che la nuova società sarà quotata nella Borsa di Parigi, dopo aver quindi effettuato un delisting (ossia la rimozione di un titolo azionario dal mercato su cui è quotato) delle azioni Luxottica da Piazza Affari di Milano. Piazza Affari perderà all’incirca 25 miliardi di capitalizzazione, pari al 5% del valore complessivo di Borsa e alla metà della capitalizzazione del lusso.

Se viceversa il nuovo colosso si fosse quotato proprio nella Borsa di Milano, si sarebbe creato un vero e proprio polo del lusso mondiale con base azionaria e finanziaria in Italia e, probabilmente, ne avrebbe giovato l’economia del Paese intero. Purtroppo, invece, saranno ancora una volta i francesi a godere dei risultati di una delle migliori aziende italiane nella storia, guidata magistralmente da un uomo, Leonardo Del Vecchio, che in 60 anni di carriera si è conquistato di diritto un posto tra i migliori imprenditori del mondo.

 

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