The Art of Shoes, l’eclettismo visionario di Manolo Blahnik

“Me ne frego dei soldi, io faccio il mio lavoro con una gioia intensa, perché mi piace”. Queste le parole profuse dal designer delle più desiderate pump del nostro secolo, all’anteprima della mostra itinerante The Art of Shoes allestita a Palazzo Morando, nel capoluogo lombardo. Una gioia che si manifesta dirompente nella selezione dei 212 modelli e 80 bozzetti originali, direttamente provenienti dall’archivio privato dello stilista di oltre 30,000 disegni. Dal 26 gennaio (fino al 9 aprile) è possibile attingere alla sua eccentrica immaginazione e alle sue profonde passioni coltivate in una vita che racchiude un qualcosa di esilarante: cinema, arte, natura, architettura, opera ne sono le vere protagoniste.

 

 

L’intera storia ha inizio il 27 novembre 1942 nel piccolo villaggio Santa Cruz de la Palma nelle Isole Canarie, dove la madre spagnola e il padre cecoslovacco possedevano una vasta piantagione di banane. Un luogo molto caro a Blahnik per la nascita di quella passione che successivamente si muterà nel proprio lavoro; come lui sostenne ad un intervista rilasciata ad Elle

“ il mio primo ricordo di lusso… Le espadrillas che la mia tata indossava sempre… Sono impresse nella mia mente come qualcosa di veramente prezioso. L’altro ricordo risale a quando da piccolo arrivavano a casa delle copie di Harper’s Bazaar… il giornale veniva da Buenos Aires e adoravo sfogliarne le pagine patinate. E chiedevo a mia madre: “Mamma sono vere queste donne bellissime?” Il lusso per me è sempre stato una questione mentale”.

Dopo il trasloco a Ginevra per intraprendere gli studi in letteratura e storia, si trasferì a Parigi e successivamente a New York, città che vide realizzare la sua vocazione e il seguente successo mondiale dovuto alla serie televisiva Sex and The City e, soprattutto, alla passione della protagonista Sarah Jessica Parker per le sue calzature.

 

 

L’exhibition , in celebrazione dei 45 anni di carriera, è suddivisa in sei sezioni che narrano i principali temi d’ispirazione del lavoro di Blahnik; la prima è denominata Core e mostra alcuni tra i più celebri modelli di scarpe dedicate a personaggi storici e contemporanei: da Alessandro Magno a Brigitte Bardot a Angelina Huston. L’allestimento Materiali si focalizza sull’attenzione del designer per il dettaglio elaborato e la ricchezza di materiali e colori. La terza parte, Costruzioni, presenta in veste creativa la forte passione per il mondo dell’arte e dell’architettura proseguendo con l’esposizione delle calzature più fantasiose. Difatti è in questa zona museale, dal nome Gala, che possiamo osservare i modelli prodotti per Kirsten Dunst in Marie Antoinette di Sofia Coppola, espressione dell’estro incondizionato e dell’eclettismo più puro; una relazione quella con il cinema che affonda le sue radici nella smisurata adulazione dell’artista per Il Gattopardo di Luchino Visconti.

Le ultime due aree, Natura e Influenze geografiche e ambientali, sono dedicate all’amore per il mondo botanico, evidente sin dalla prima collezione, e al forte contributo ispirazionale proveniente da territori quali Spagna, Russia, Africa, Giappone, Inghilterra.

La scelta della prima tappa è ricaduta su Milano a causa del forte legame del designer con l’Italia. “E’ stata la mia casa per quarantatré anni, e ho ancora voglia di scoprirla. I palazzi per esempio sono bellissimi, ma è dentro che c’è la magia vera di Milano” e dopo ha aggiunto, nel giorno dell’apertura “Penso a Franca Sozzani, questa mostra è anche sua, questa mostra è dedicata a lei”.

Un rapporto con il nostro Paese dall’accezione non solo affettiva, ma anche “economica”: è proprio nell’hinterland lombardo (in località come Parabiago, Vigevano e Cerro Maggiore) che prendono forma i disegni delle sapienti mani di Blahnik. Non resta quindi che immergersi appieno in questa realtà ove nostalgia, sogno, sontuosità e femminilità si materializzano in irresistibili oggetti del desiderio,  testimonianze di una inventiva di portata globale.

manolo-5

 

Photo Credit:

1: © http://shoes.stylosophy.it

2: © http://www.lifegate.it

3: © http://d.repubblica.it

4-5: © http://www.gioia.it

 

 

 

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