Grazie a Dio esisti!

Alessandro Michele, talmente imperfetto da risultare assolutamente perfetto. Gucci e la sua rinascita.

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Gucci, casa di moda italiana che deve il nome al suo creatore Guccio Gucci, nasce a Firenze nel 1921 e da lì in poi non fa che accrescere la sua fama fino a diventare ad oggi il brand più cool del momento.

Durante la seconda guerra mondiale risulta vincente la strategia di sostituire la pelle, considerata troppo costosa, con materiali più accessibili quali lino, canapa, juta, bambù e canvas per abiti, accessori e calzature. Diverranno segno distintivo del brand la borsa con il manico in bambù, il mocassino con il morsetto, il foulard Flora e il logo GG, dalle iniziali del fondatore, usato per ornare la GG canvas, una canapa nota per l’estrema resistenza e usata per la produzione di borse, cinture e altri accessori.

Nel 1990 diventa direttore creativo Tom Ford e dal 2002 al dicembre 2014 Frida Giannini. Nessuno avrebbe mai immaginato che il 21 gennaio 2015 sarebbe rinato un nuovo Gucci grazie al nuovo direttore creativo Alessandro Michele, romano dalla nascita, capellone e barbuto, che aveva sempre affiancato Frida Giannini rimanendo però sempre nell’ombra.

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In soli 5 giorni ha accettato la sfida datagli da Marco Bizzarri, nuovo amministratore delegato e ha realizzato la sua prima collezione, ritenuta da tutti un grandissimo successo.

Il suo segreto? In una società che pensa perennemente alla perfezione, Alessandro Michele ha spiegato a tutti con semplicità quanto fossimo meravigliosamente imperfetti, ma unici. Ci ha spiegato che la donna e l’uomo non sono delle entità cosi lontane e che, a volte, possono divertirsi scambiandosi di ruolo; così ha mandato in passerella donne che sembravano uomini e viceversa.

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Grazie a lui abbiamo capito che la moda è puro divertimento, talmente “trash” da risultare chic. Tutto è il contrario di tutto. Ha mescolato le stagioni e tutte le regole che ci erano state date fino adesso. Tre generazioni di donne (almeno quelle particolarmente grintose) vogliono vestirsi Gucci, “appiccicandosi” addosso tutti quei colori vivaci, stonati ed estremi, capaci di renderle assolutamente fresche e libere.

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Alessandro ha donato a Gucci una seconda vita, rilanciando i bestseller del brand in chiave moderna. La borsa disegnata da lui, la Dionysus, impreziosita da api d’oro, libellule ricamate e altri patch a scelta ha già segnato la storia. La donna che ha in mente Alessandro è talmente poco sexy con i suoi calzini bianchi di spugna, gli occhialoni e i baschi da “secchiona” da risultare divertente e capace di mettersi in gioco, quindi anche estremamente affascinante.

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Ubriachiamoci tutti del suo cocktail vincente, fatto di rispetto per il passato, colori, fluidità delle identità sessuali e del piacere di mixare ogni capo come fosse un gioco.

Il risultato? Una moda eccentrica e decadente che ha colpito perfettamente nel segno ed è diventata una vera e propria tendenza.

Chapeau Alessandro!

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