Bernard Arnault, il conquistatore.

Tutto era iniziato da Christian Dior, e dopo anni in cui nessuno ci credeva più, la holding Dior attraverso cui Bernard Arnault controlla il colosso del lusso mondiale LVMH viene tolta dal mercato.

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LVMH acquisterà la società Christian Dior Couture, controllata al 100% dalla holding Christian Dior SA, per 6,5 miliardi di euro. In parallelo, la holding della famiglia Arnault, che controlla il 74% di Christian Dior SA, lancerà un’opa sul restante 26% delle azioni disponibili sul mercato. Questi i termini dell’opa: 172 euro per ogni azione Christian Dior SA, per un totale di circa 8 miliardi, più 0,192 azioni Hermès International. Sommando la parte in contanti con quella in titoli si arriva a 260 euro per ogni azione Dior.

Valore complessivo: 12,5 miliardi circa.

Cosa c’entra Hermès?

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Nel 2010, con un’operazione che si trasformò in una guerra legale conclusa nel 2014 dopo cinque processi, Bernard Arnault aveva iniziato una scalata (bollata come ostile) agli eterni rivali di Hermès, arrivando a detenere il 23,5% del suo capitale, tra quote personali e intestate a LVMH e a Christian Dior SA. L’accordo finalmente raggiunto nel 2014 impegna la holding della famiglia Arnault, LVMH e Dior a non acquistare azioni Hermès fino al 2019.

“Questo progetto è una pietra miliare per il gruppo”, ha dichiarato Arnault. “Permetterà la semplificazione delle strutture, a lungo richiesta dal mercato, e il rafforzamento della divisione moda e accessori di LVMH grazie all’acquisizione di Christian Dior Couture, tra i più importanti marchi al mondo”.

I numeri di Christian Dior Couture sono importanti: rete distributiva di 198 boutique e con un fatturato raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,9 miliardi di euro (+3% sul 2015), e diventerà così il secondo marchio della divisione di punta del colosso francese, dopo Louis Vuitton e subito prima di Fendi, che ha superato il miliardo di euro di vendite nel 2016.

A seguito dell’annuncio, le azioni di LVMH e di Christian Dior hanno chiuso in rialzo rispettivamente del 3,9% e dell’11,1%, mentre quelle di Hermès sono cadute del 4,5%.

A far discutere gli analisti è stato il prezzo pagato da LVMH per Dior, un valore troppo alto rispetto ai 4 miliardi di euro che erano stati stimati.

Il 2017 è iniziato bene per il gruppo fondato da Arnault: i ricavi del primo trimestre sono arrivati a 9,88 miliardi (+15%). La crescita è stata uniforme a tutte le divisioni (per un totale di 70 marchi di abbigliamento, accessori, gioielli, orologi, catene di distribuzione, vini e liquori) e superiore all’8% previsto dagli analisti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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